martedì 8 settembre 2015

Io e Anny

Certe sere di fine estate, a me e alla mia amica Anny succede di camminare per le strade del nostro paesino di provincia lasciandoci trasportare dalla sola veemenza delle nostre farneticanti conversazioni. Capita non di rado di smarrirsi, oltre che nell'intrico dei nostri stessi pensieri, anche in qualche angusta viuzza del centro storico, ognuna uguale all'altra nella luce aranciata dei lampioni. Ho pensato di condividere qui con voi un breve dialogo che solo in pochi hanno avuto la fortuna di ascoltare dal vivo: nello specifico, un gatto randagio, una vecchietta con un vestito a fiori seduta a gambe aperte davanti all'uscio di casa e una coppietta convinta di poter pomiciare in santa pace in un angolo buio dietro la cattedrale.

IO: Oggi ho preso una decisione importante. Non mi voglio più innamorare di nessuno. Tanto si soffre sempre, per un motivo o per l'altro. Per tanto, ho deciso di eliminare dalla mia vita ogni desiderio amoroso: sarà la punizione che infliggerò a questo mondo abietto... non che al mondo importi granché, suppongo, ma è una questione di principio! Non c'è più trippa per gatti. La bottega è chiusa. Non lo do più, il cuore.

ANNY: Va be', tu dici così adesso, ma poi...

I: No, no, 'sta volta sono risoluto: ho capito che l'umanità fa sostanzialmente schifo, perciò mi limiterò a una pacifica convivenza, senza commettere l'errore di pensare che qualcuno sia più speciale di un altro.

A: E quindi cosa proponi di fare? Come dovremmo vivere?

I: Astensione totale. Come le vestali o gli asceti - perché ridi, scusa?

A: No, Raffy, è che non so che dire, visto che hai perfettamente ragione, per me.

I: Ci struggiamo troppo per gli altri quando in realtà dovremmo coltivare il rapporto col nostro io
interiore. Non vale la pena affezionarsi a ciò che è esterno a noi... alle cose o alle persone...

A: Insomma, i veri bona sono dentro di noi, come diceva Seneca?

I: Esattamente. Lo citavamo sempre, al liceo, ti ricordi? I "veri beni", i bona sono dentro di noi e devono essere sufficienti a renderci felici e appagati.

A: Eh, sì, ma io questi bona mi sono scocciata di tenerli per me...

I: Li vuoi condividere?

A: Sì, #bona.

(Ridacchiano pensando a Lorenzo Fragola e alla deriva bimbominchia della canzone italiana.)

A: Ma tu come te li configuri esattamente questi bona?

I:  Mmm... li vedo come delle sfere luminose...

A: Io mi immagino una scatoletta di legno chiusa a chiave, dal contenuto ignoto...

I: Sì, anche io me li immagino chiusi come in una specie di scrigno! Tipo uno scrigno rosa con la serratura a forma di cuore alato, e dentro tante sfere colorate e luminose: una cosa molto in stile Sailor Moon, insomma - comunque, Bobo, dov'è che ci troviamo?

A: Siamo in... (muove qualche passo indietro per leggere il segnale) ...via Giacomo Leopardi.

I: Ah, be', perfetto.

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