Eccoci al secondo apputamento col mad tea party ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Nel post precedente abbiamo scelto il tè da servire, preparato i due snack principali (le Cocco-le e i muffin decorati) e ci siamo cimentati con la decorazione della tavola (tovaglioli, segnaposto personalizzati e i fenicotteri rosa ornamentali). Ma siamo solo a metà dell'opera! E' ora di dare libero sfogo alla fantasia!
Partiamo dal centrotavola, fulcro di tutto l'apparato scenografico del vostro tea party. Io ho optato per un Bianconiglio di marshmallow, realizzato insieme a mia sorella e mia madre, per la quale le sculture di marshmallow sono ormai una ragione di vita...
Non pensa ad altro: qualunque cosa vedano i suoi occhi, ecco che vuole subito riprodurla in una suntuosa ricostruzione zuccherosa, tant'è che ora non ci facciamo più caso quando interrompe discorsi seri e dissertazioni colte con proposte indecenti del tipo "perchè non facciamo un Taj Mahal di marshmallow?".
Costruire un Bianconiglio di toffolette, comunque, è un impresa ardua, che richiede sudore e sangue (gli stuzzicandenti pungono!), ma con un po' di buona volontà e pazienza, si possono ottenere risultati più che soddisfacenti! Per di più è un'idea che si presta benissimo anche per le festività pasquali.
Ora che ci siamo occupati degli elementi più ingombranti (il coniglio pesa almeno due chili), passiamo ai dettagli (che fanno la differenza).
In merito alla tavola, come già detto, ho preferito puntare sui colori primaverili (rosa, giallo, celeste, verde chiaro, lilla), riservando le tonalità forti ai segnaposto: non a caso ho scelto questa tovaglia di raso che sembra l'incarto di un enorme Mon Chéri...

Quanto alle decorazioni, i libri di Lewis Carroll sono una vera miniera di spunti e idee: ho cosparso la tavola di carte da poker, gettato qua e là chiavi dall'aria misteriosa, e ho ripescato anche questo riccio di paglia, unico superstite delle partite di croquet della Regina.
In più potete ornare la tavola con scacchi, bottigliette con su scritto "bevimi", rose e petali colorati (magari strappandone qualcuno dagli insopportabili fiori parlanti). Inoltre potete utilizzare tazze e teiere dalle forme più disparate e sedie di diversa altezza, così da rendere ancora più grottesco il vostro incontro.
Potete sbizzarrirvi anche con le tazzine, ritagliando i quattro semi delle carte da poker e attaccandoli alle etichette delle teabag.
Qualcuno mi ha chiesto: come ci si veste per un mad tea party? Chiaramente si può ricorrere alle maschere ispirate ai personaggi o ai cappelli più bizzarri che trovate, ma se preferite non eccedere col costumismo, potete sempre suggerire ai vostri ospiti di legare un nastro rosso intorno al collo, macabra allusione al sangue zampillante dopo la decapitazione ingiunta dalla tirannica Regina di Cuori (questa idea l'ho rubata alle dame francesi del '700, che lo chiamavano "nastro alla ghigliottina"... simpatiche, eh?)
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| Il risultato finale! (clicca per ingrandire) |
Ora che è tutto pronto, non resta altro che godersi il tè e un piacevole pomeriggio in compagnia. Se temete che la conversazione ristagni, nascondete qua e là (magari sotto le tazze) degli indovinelli scritti su biglietti colorati: gli ospiti si divertiranno a risolverli insieme, spesso con esiti inaspettati e esilaranti. Una volta risolti tutti, a meno che non vogliate raccattare le carte e improvvisare una partitina a strip poker, potete realizzare tutt'insieme una poesia nonsense in stile Carroll: si comincia con un verso di partenza (magari "Era brilligo e gli unsci tovi...", cioè l'esordio di Jabberwoky, l'insensato poemetto contenuto in Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò), dopodiché si invita il commensale a fianco a continuare la frase. Poi si piega il foglio in modo da non far vedere all'altro ciò che si è scritto e lo si passa tra tutti gli invitati finchè non ritorna al punto di partenza. La poesia, chiaramente, sarà tanto più folle e divertente quanto più folli e divertenti sono i vostri invitati!
Ho provato l'esperimento con le mie amiche e ho scoperto in loro un'inedita vena lirica: "Era brilligo e gli unsci tovi guardavano uno stormo di gabbiani all'orizzonte giuggiollerrando quà e là con tanti conigli brilleggianti è inevitabile pensare che uno di questi si chiamava Cià cià e l'altro Rellando, e così se ne andarono ciacciarellando il riccio rotola e sbatte il muso contro un sasso e beve una tazza di tè bollente Delicia! Delicia! Assim vose me mata!"
Risultati come questo si ottengono anche senza l'aggiunta di stupefacenti nel tè, ve l'assicuro!
Un ultimo suggerimento: molestate continuamente i vostri ospiti ingiungendo loro di cambiare posto ogni cinque minuti! Non sarà mai un vero mad tea party finchè tutti gli invitati non saranno impazziti sul serio...
Buona Pasqua! E che sia per tutti un giorno "gioiglorioso"...







