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giovedì 12 luglio 2012

Un biglietto per "Biancaneve e il Cacciatore" e una mela avvelenata, per favore

Voglio ricordarla così: catatonica.
Non voglio più sentir parlare di Biancaneve almeno fino al prossimo decennio. E non fatemi più vedere Kristen Stewart con una mela in mano... che sia avvelenata o quella rosso sangue di Twilight. Anzi, non fatemi vedere più Kristen Stewart.
Per lei recitare, respirare e ansimare sono praticamente la stessa cosa. La regina cattiva l'ha rinchiusa in una torre? E lei ansima disperatamente. Si è appena risvegliata da un sonno avvelenato? E ansima per la sorpresa di essere ancora viva. L'hanno appena incoronata regina? E ansima per l'emozione.
Avrà sicuramente problemi di respirazione, oppure pensa che simulare un attacco asmatico ogni cinque secondi sia la chiave per l'Oscar. Ci sei quasi, Kristen, continua così e vedrai che presto, ansante e felice, stringerai la tanto agognata statuetta.
Il bello è che lei si crede anche un'esperta di pranayama...
Un nanetto rimane ferito e lei che fa? Lo tranquillizza invitandolo a fare dei respiri profondi (e, naturalmente, gli fa vedere come si fa). A' Biancaneve, ma guarda che il nano è stato ferito da una freccia, non sta partorendo due gemelli...
Ma andiamo con ordine: partiamo dalla trama: si voleva aggiungere a tutti i costi qualcosa in più alla story-line tradizionale, ma il risultato è un polpettone poco digeribile, un continuo oscillare tra l'horror e la noia. Insomma, o ti viene un infarto, o cadi in catalessi.
Il plot consiste in una continua fuga dagli artigli della perfida regina Ravenna (Charlize Theron). I protagonisti non hanno un attimo per respirare (o, nel caso di Kristen, ansimare).
Senza contare poi le scene del tutto inutili nelle quali assistiamo ai raccapriccianti rituali di bellezza della Regina. Ci metterò un po' di tempo a dimenticare l'immagine di Charlize che emerge dal suo bagno in stile Cleopatra, ricoperta di yogurt magro dalla corona ai piedi.
D'altronde, il film è tutto uno sgocciolio disgustoso: gente che si scioglie in pozze di catrame, lo specchio che si liquefa in una sinistra creatura d'oro fuso...
Insomma, sembra la versione dark dello spot di J'adore, le neveu parfum de Christian Dior.
Se Biancaneve di Tarsem Singh si salvava per gli effetti visivi, i colori sfavillanti dei costumi e le scenografie iperboreo-barocche (clicca qui per la recensione), Biancaneve e il cacciatore è una fiaba andata a male, un trionfo di fango, liquami, muschio e muffe in quantità.
Da Dior a Müller: Charlize Theron fa l'amore con il sapore.
(Da qui in poi potreste incontrare tracce di spoiler.)
Biancaneve finisce prima in un marcescente, paludoso bosco degli orrori, brulicante di insetti e alberi tentacolari, e poi si rifugia in una radura incantata che sembra a metà strada tra il pianeta Pandora e la foresta de Le Cronache di Narnia: funghetti occhiuti, fiori di farfalle, tartarughe coperte di muschio e le fatine più brutte che siano mai apparse su uno schermo cinematografico. Mi è piaciuto però il grande cervo bianco: possente ma vellutato e coccoloso. L'Aslan della situazione, insomma, ma, per fortuna, privo di favella.
Del tutto insensata, poi, è l'aggiunta del piccolo villaggio di palafitte: un cavolo a merenda.
Quanto alla caratterizzazione dei personaggi, la Regina, nella sua misandria e ossessione per la bellezza, può anche essere credibile (soprattutto grazie alle doti recitative di Charlize Theron), mentre Biancaneve è un involucro vuoto, una bella addormentata senza un briciolo di personalità. Gli autori si sono sforzati di giustificare la malvagità di Ravenna ricostruendo un'infanzia traumatica, ma questa accuratezza psicologica manca nel personaggio dei Biancaneve: una che è rimasta chiusa in una torre per tutta l'adolescenza, come minimo un po' sociopatica lo è.
Era stata presentata come una novella Giovanna D'Arco, una Biancaneve guerriera, che lotta per il suo popolo, senza aspettare di essere salvata dal bel Principe Azzurro. In realtà se non muore dopo cinque minuti di film è solo perchè viene salvata da mezzo mondo. Non fa altro che fuggire e ansimare, e la si vede anche recitare il Padre Nostro (che, diciamocelo, stona un po' con l'atemporalità della fiaba). Capirai che eroina femminista...
Kristen Stewart sembra condannata al ruolo della donzella in pericolo. Se nella saga di Twilight è contesa tra il vampiro Edward e il licantropo Jacob, qui ad innamorarsi della più bella del reame sono il cacciatore (Chris Hemsworth, Thor) e il principe (Sam Claflin). Chi dei due sarà il fortunato?
Non fidatevi del titolo: il film lascia molti punti in sospeso, e indovinate perchè?
Biancaneve e il Cacciatore è solo il primo episodio di una trilogia (sento già le vostre urla di disperazione).
Della serie, "come possiamo spillare altri soldi ai fan di Twilight?"

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