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| "A' bello! Vérsace un po' de 'sto profumo!" |
Julia Roberts presta il suo iconico sorriso da Monna Lisa al profumo dal nome più brutto mai concepito, La vie est belle, mentre Eva Mendez si addormenta sull'Eurostar, cullata da una dolce musica (con decisamente troppe parole nel testo), e sogna di volteggiare nel cielo notturno, stringendo tra le mani una boccetta di Angel.
Ma il re di questo inebriante Olimpo pubblicitario è senza dubbio il divino Eros, che scaglia i suoi dardi amorosi per la nuova fragranza di Versace. Notate anche voi i lineamenti delicati, il corpo efebico e acerbo dell'etereo fanciullo alato che faceva palpitare i cuori di dei e mortali? No, non li avete notati, perché il modello scelto è Brian Shimansky, una specie di culturista vestito da boxeur, con coulotte fantasia e "sandali" da ginnastica. Un Rocky Balboa con la fronte talmente sporgente da lasciargli i piedi asciutti nonostante la pioggia battente.
Impossibile non innamorarsi di questo untissimo Maciste, che incede con passo da cavernicolo verso il suo piedistallo allo scopo di godere della sua stessa, prepotente, massa muscolare, assumere pose plastiche random e scagliare una freccia a salve.
Lo spot strizza l'occhio agli ideali di bellezza classici, la famosa kalokagathìa greca (in questo caso sarebbe più opportuno parlare di kalo-cagatina), e si ispira chiaramente all'eleganza e alla raffinatezza delle culle della civiltà occidentale: Atene, Roma e, soprattutto, Las Vegas.
In soli trenta secondi, Versace riesce a far rivivere tutta la drammaticità dell'epica: l'eroismo dell'Odissea, il pathos dell'Iliade... e il buongusto di Tamarreide.
Manca solo uno slogan vincente per conquistare gli spettatori più raffinati, tipo: "Versace Eros, il profumo preferito dai tronisti."
E da un dio "che non deve chiedere mai", passiamo a una vecchia conoscenza, la Furia scatenata di Prada Candy. In una Versailles ritinteggiata da Barbie (o da Barbara Gulienetti), una timida allieva di pianoforte, Léa Seydoux, si trasforma nel giro di pochi secondi in una belva assatanata e aggredisce brutalmente il suo maestro, trascinandolo in un tango mortale, mentre gli sussurra insensatezze* in un inglese che sa di escargot. Un incontro di wrestling che intenerisce e scalda il cuore. Un profumo reso unico dalle dolci note fruttate dell'estratto di cocaina.
Ma io mi soffermerei soprattutto sulle note del coinvolgente jingle che non riesco a smettere di canticchiare: "Welcome to the Pupa's party! Surely the best show in town! [...] It's the most magical party in the world!"
Da "lo spettacolo più bello in città", viene subito dopo promosso a "la festa più magica del mondo". E' evidente che l'autore di questo originalissimo e accattivante motivetto fosse in stato confusionale. Ma chi l'avrà scritto? I Gazosa? O forse Valeria Rossi di Dammi tre parole?
In ogni caso, meglio l'insulsa canzoncina Pupa che un qualsiasi pezzo tratto dall'album natalizio di Claudio Baglioni.
Appassionati di Pubblicità insopportabili, continuate a seguire Il Tè: presto un'insopportabile sorpresa per voi!
* Guardando A qualcuno piace caldo, mi sono accorto che le insensatezze strillate dalla modella di Prada Candy corrispondono al testo di Runnin' Wild, una canzone interpretata da Marilyn Monroe all'interno del film, in cui veste i panni della suonatrice di ukulele Zucchero Candito (mi sento molto Paolo Limiti in questo momento e la cosa non mi manda in estasi).
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