E' arrivata la stagione calda e mi sento nostalgico: ripenso con commozione alle mie estati felici nella Vecchia Cara Inghilterra, quando ero ancora un giovane e innocente liceale in cerca di avventure. Come dimenticare il cielo inglese, grigio e imbronciato, ma così vicino alla terra e così carico di quella misteriosa, pulsante magia? O i quartieri residenziali con le ortensie rosa, lilla e azzurre che esplodono oltre i cancelli delle villette in mattoncini rossi? Ma soprattutto come dimenticare Portsmouth (o, come la chiamo io, Zmuff) e le quattro famiglie zmuffiane che hanno avuto l'onore di ospitarmi?
Sì, ho trascorso un mese all'anno (per un totale di quattro) nella città natale di Dickens, e infatti ho cambiato più famiglie di Oliver Twist. I miei stessi host-parents mi hanno insignito del titolo di "esperto di famiglie inglesi". "You could write a book!" è una frase che mi sono sentito ripetere spesso, così ho deciso di seguire il suggerimento e raccontarvi TUTTO di loro, senza tralasciare alcun dettaglio orrorifico e scabroso. Ho vissuto a stretto contatto con loro. Ho mangiato il cibo della loro tavola. Ho calpestato la loro moquette*. Ho valutato ognuno di loro in base a parametri scientifici quali simpatia, cucina, igiene, gusto estetico e bizzarria.
Sono quattro famiglie, ma una sola sarà la vincitrice.
Solo una di loro potrà portarsi a casa l'ambito cratere della vittoria e il titolo di Nuova Famiglia Reale d'Inghilterra.
Mi presento: il mio nome è Raffy,
e sono l'Esperto di Famiglie Inglesi!
(Fa' molto promo di un reality americano trasmesso su Real Time, vero? Ho imitato lo stile spocchioso de Il boss delle torte, con un tocco di adrenalina da Quattro matrimoni.)
In realtà sarete VOI a votare la vostra famiglia preferita tramite sondaggio, il primo nella storia de Il Tè. Insomma, sarete VOI i giudici del primo reality mai trasmesso su un blog: Quattro famiglie inglesi per Raffy!
Emozionati? Mai quanto me!
Ma iniziamo subito con le presentazioni: ecco a voi i Thebuckle (i cognomi di tutte le famiglie sono stati storpiati in modo caricaturale.)
![]() |
| Vista la sua ossessione per Star Wars, questo zerbino yodato è una perfetta idea regalo per il signor Thebuckle. Che la forza sia con lui (e con il suo spirito). |
Certo, il primo impatto è stato traumatico, ma col passare del tempo mi sono abituato alla moquette viola (con sopra i personaggi di Winnie the Pooh) della mia claustrofobica camera e ai bottiglioni di succo d'arancia abbondantemente diluito.
Ma chi sono i Thebuckle?
La signora Thebuckle, per gli amici Jenny, con il suo volto rubizzo, il sorriso da scoiattolo e i capelli biondi e alla spina, non può che suscitare simpatia. La sua vita è frenetica: ventiquattr'ore su ventiquattro arenata (con la sua consistente mole) sul divano a sferruzzare e a guardare il Big Brother.
Io e Jenny abbiamo legato quasi subito, mentre c'è voluto un po' più di tempo per conquistare l'uomo di casa, Ewan (i padri sono sempre difficili), ma, dopo qualche giorno di timidi monosillabi, ci siamo ritrovati a conversare amabilmente di cioccolato extra-fondente e del traffico di droga in Colombia, come se ci conoscessimo da anni.
Una costante in quasi tutte le famiglie inglesi è il binomio marito in forma e moglie informe: in quasi tutte le mie host-families i padri sono tutti dei bei pezzi d'uomini (DILF, in gergo), mentre le madri sono spesso delle Veneri... di Willendorf, però. Questo è un bizzarro fenomeno che sto ancora studiando.
Tornando a noi, il terzo e ultimo componente della famiglia è la mia host-sister Judy, mia coetanea o giù di lì, bionda e un po' vanesia, così entusiasta del suo vestito nuovo da indossarlo per una cena qualunque nel giardino di casa sua (mia madre le avrebbe detto qualcosa che in italiano standard suonerebbe come "sei una chiocciola! Tutto quello che hai te lo metti addosso!").
Un giorno il signor Thebuckle porta me e Judy a vedere Pirati dei Caraibi - il forziere fantasma (all'epoca non ci capii una benemerita, perciò ebbi due ore buone per innamorarmi perdutamente di Keira Knightley). Tornando a casa, strada facendo capto qualche brandello di conversazione fra padre e figlia e ben presto realizzo che stanno parlando di me: sicuro di non essere capito, Ewan osserva con Judy che il giallo, secondo lui, è un colore un po' gay (era l'età d'oro delle Converse e io ne portavo un paio giallo splendente). A quel punto mi volto verso di lui e borbotto qualcosa come: "Senti chi parla! 'Il giallo è un colore un po' gay' disse l'uomo che sfoggiava una t-shirt rosa confetto!"
Chiaramente il dibattito sull'orientamento sessuale dei colori è finito lì, all'acqua di rose, con le fragorose risate di Ewan. Ma avrei potuto continuare, volendo: non sono esattamente un taglialegna quanto a virilità, ma sentirmi dare della femminuccia da un uomo che nelle ultime due settimane non ha fatto altro che canticchiare Nelly Furtado con la figlia...!
♪ She's a Maneater... na na na na na! ♫
Quello che non potrò mai dimenticare dei Thebuckle, però, è la parete delle scale, quella tappezzata di fotografie incorniciate. Sì, perchè anche gli inglesi, come gli americani, sono ossessionati dai servizi fotografici di famiglia. Uno scatto in particolare mi è rimasto nel cuore, ed è un romantico ritratto coniugale: su un squallido fondale traslucido color pervinca il signor Thebuckle punta i suoi occhi azzurri verso lo spettatore, con accanto, raggiante, sua moglie Jenny. Fin qui, nulla di strano, se non fosse che quando dico accanto, intendo da entrambi i lati: il fotografo, in uno slancio di virtuosismo (probabilmente aveva appena scaricato Photoshop e non vedeva l'ora di usarlo) ha duplicato la signora Thebuckle (che di per sè è già un bell'ingombro), ponendola alla destra e alla sinistra del marito. Dovreste proprio vederla, questa foto, per capirne la comicità: nel bel mezzo dei due sfavillanti sorrisi gemelli di Jenny, il sorriso tirato di Ewan, che sembra dire: "Ma una non bastava?"
Odori molesti, mamme in minigonne mozzafiato e tanti altri aneddoti d'ordinaria follia vi aspettano nella prossima puntata di... Quattro famiglie inglesi per Raffy! (Vai col jingle: ♪ We are family! I got all my sisters with me! ♫)
Non perdete la seconda, pazza famiglia: gli Stalker!
* una casa inglese richiede per la sua costruzione essenzialmente due materiali: moquette e legno scricchiolante. Il fascino dell'abitazione britannica consiste infatti nell'apparente instabilità e nell'inconsistenza. La casa inglese non è ferma e salda come le monotone, marmoree case italiane, ma ondeggia: salire una rampa di scale, in Inghilterra, significa comporre una sinfonia di scricchiolii lignei. Non so quanto vi sia familiare la sensazione, ma è un po' come salire sul ponte di un vascello pirata nel bel mezzo di una tempesta, col rischio di ricadere giù dalla stiva da un momento all'altro.













