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sabato 29 giugno 2013

Speciale Pubblicità insopportabili #2 - Colazione a casa Bullet!

Divertiti anche a tu a mescolare gli ingredienti e a mixare i personaggi per creare sempre nuove
ricette e infinite combinazioni extra-coniugali!
Ci sono vecchie pubblicità insopportabili che riescono a mantenersi sempre fresche e invitanti. Così, in preda a una dolce nostalgia, ho deciso di omaggiare con questo Speciale una delle televendite più riuscite e più amate di sempre, quella del fenomenale Magic Bullet, un classico intramontabile, una pregiata gemma di arte pubblicitaria che mi ha tenuto incollato al televisore sin dalla mia tenera pre-adolescenza. E' porno a tutti gli effetti per noi appassionati di pubblicità: non importa quante volte abbia guardato con occhi traboccanti di meraviglia le stupefacenti opportunità culinarie offerte da questo magico mini-mixer universale, ogni volta è come se fosse la prima. Come resistere alla calda accoglienza di Mick e sua moglie Mimi? Chi non sognerebbe di alzarsi dal letto, trascinarsi in cucina e vedersi porgere uno smoothie preparato con amore da questa radiosa coppia di esaltati?
Sfortunatamente la versione italiana di questa televendita, che chiaramente si ispira al dialogo rinascimentale, non è disponibile su Youtube, ma anche chi non mastica l'inglese potrà gustare pienamente la visione di un conciliabolo di idioti a bocca aperta che si esibiscono in cori di "WOW!" e "Incredibile!" di fronte alle prodigiose virtù di un mini frullatore. In una cucina linda e spaziosa (dove prevalgono colori caldi e rassicuranti, tipici delle serie tv e delle sit-com americane anni '90, da Genitori in blue-jeans a Una bionda per papà, da La Tata a  Otto sotto un tetto), un variopinto campionario di fauna suburbana si riunisce intorno all'isola della cucina dei coniugi Bullet, che si sono svegliati di buon'ora per frullare praticamente qualunque cosa capiti loro a tiro.
Guardando il video in lingua originale potrete far caso alla pronuncia ridicola di alcune parole e a buffi suoni curiosamente dotati di senso compiuto: io stesso non riesco a smettere di ascoltare e riascoltare Mick esclamare "He's got strawberry 'n' banana!" al minuto 00.19 (da non perdere).


Il personaggio di Mimi, la perfetta padrona di casa tutta zucchero, si rifà senza dubbio alle casalinghe disperate di Wisteria Lane. Sono certo che, dietro quel sorriso imperturbabile, frullino a tutta velocità, come per effetto di Magic Bullet, inconfessabili dubbi e penosi interrogativi: "Mio marito mi troverà ancora attraente? Come la prenderebbe se riprendessi a lavorare? E se le punte dei miei capelli dovessero afflosciarsi, cedendo alla forza di gravità?"
Piuttosto che tentare di dare una risposta a queste angosciose domande, è sempre meglio tenersi occupati e provvedere al sostentamento dei propri ospiti. Il primo a presentarsi per la colazione è Berman, il misantropo calvo il cui unico amico è il suo barman, che si avvicina con passo da orso letargico e con indosso un'orrenda vestaglia di peli di procione (lo stesso che gli ha trasmesso la rabbia). Mimi, che invece sprizza energia e vitalità da tutti i pori (tutto merito dei suoi milkshake alla frutta, ricchi di vitamine... e, probabilmente, anche metamfetamine) saluta con un raggiante "Good mooorning Berman!" il suo ospite ancora stordito, che, chiaramente, si è alzato dal lato sbagliato del letto, per di più con un cerchio alla testa, la luna storta, la luna lucente della sua pelata e le scatole che girano più vorticosamente delle affilatissime lame di Magic Bullet (minuto 00.04). L'irascibile Berman non riuscirà proprio a perdonare alla padrona di casa il suo sonoro buongiorno, visto e considerato il rancoroso sarcasmo e l'espressione blasé che lo contraddistinguono durante tutta la presentazione ("Andiamo, Mimi, [mi stai dicendo che davvero usi Magic Bullet] tutti i giorni? Proprio tutti tutti tutti?", al minuto 03.45) Il burbero bevitore di Bourbon smette di brontolare solo alla fine, quando lo costringeranno a trincare un bel beverone di frutta e ortaggi misti, in cui, miracolosamente, non si avverte il ributtante sapore dei broccoli: "E' buonissimo! E pensare che non sopporto le verdure!" commenta, con ritrovato brio (minuto 14.31).
Ma in cucina c'è anche Tina la biondina, che si meraviglia e trasecola per il più banale frullato, regalandoci enfatiche espressioni facciali quasi degne di una nota esponente del trash televisivo made in Italy. A Tina gli autori hanno affidato il compito di riassumere e ricapitolare le gloriose gesta di Magic Bullet, come se il nostro span di memoria fosse insufficiente per immagazzinare tutte le sue strabilianti capacità. Accanto a lei, il suo sposo Ike, uomo dall'irreprimibile mascolinità, che, fissando con aria sdegnosa la capelluta Wilma e il suo cotonatissimo marito mentre degustano i loro deliziosi smoothies ai frutti di bosco (roba da donne e da effeminati), agita nervosamente la clava e chiede a Mimi se "C'è qualche possibilità di avere una vera colazione?" E per "vera colazione" intende una frittata di uova di pterodattilo, seguita dalla quotidiana bistecca di brontosauro (minuto 00.57).
Attirata dal profumo dei "ben due diversi tipi di muffin!", fa la sua sinistra apparizione anche Hazel, la megera del vicinato, con la sigaretta (spenta) perennemente in equilibrio tra le labbra secche e raggrinzite come prugne californiane (minuto 02.11). Potrebbe benissimo essere la nonna di Jigen, e non mi stupirei se anche lei ci sapesse fare con le armi: riesco ad immaginarla perfettamente, in camicia da notte, sul portico di casa, mentre si diverte a terrorizzare i bambini del quartiere con in braccio un fucile da caccia.
Poco dopo l'arrivo dell'ultima pensionante (minuto 03.52), a tradimento, i padroni di casa sorprendono gli ospiti con una domanda da un milione di dollari:

MICK: Ora vi chiedo, qual è il peggior lavoro da fare in cucina?
MIMI: ... quello con cui comincia quasi ogni pasto?

Avanti, non ditemi che non conoscete la risposta!
Lo facciamo all'inizio di quasi ogni pasto. E' un gesto quotidiano che ripetiamo ogni mattina, ancora prima di avvitare la caffettiera a colazione. Il nostro primo pensiero subito dopo aver salato l'acqua per la pasta. Una cena, poi, non è una vera cena se non lo si è fatto per bene. Di cosa stiamo parlando? Nessuna idea? Davvero?
Per fortuna c'è Hazel, che, oltre alla sigaretta incollata all'angolo della bocca, ha anche la risposta esatta sulla punta della lingua: "Sminuzzare l'aglio! Quel puzzolente, nauseabondo aglio!"
Sì, lo so, vi state tutti chiedendo come avete fatto a non pensarci prima...
Ma i quesiti sollevati da questa telepromozione sono molti altri, uno più enigmatico dell'altro. Per esempio, il marito di Wilma si chiama per caso Fred? La scelta dei nomi "Tina" e "Ike" è casuale o era aperta intenzione degli autori omaggiare Tina Turner e suo marito Ike?
Ma soprattutto... per quale motivo otto adulti dovrebbero dormire nella stessa casa? Non sono un po' troppo cresciuti per un pigiama party?
Sarebbe logico pensare che si tratti di un raduno di scambisti. Un remix di coppie annoiate e desiderose di dare un twist trasgressivo alla routine matrimoniale. D'altronde non può esservi altra spiegazione.
Non è da escludere che l'arguta Mimi abbia intuito la perversa attrazione di suo marito per Tina la stupidina, che è praticamente identica a lei (sicuramente vanno anche dallo stesso coiffeur), col vantaggio di essere più giovane di almeno un decennio. La donna avrà forse rinunciato all'idea di accettare (con un'accetta) la rivale e accettato pazientemente di assecondare i capricci del marito Mick, in piena crisi di mezza età, rivalutando la situazione come una buona occasione per esplorare a sua volta il mondo al di là delle frontiere del proprio talamo nuziale.
Verosimilmente, però, Berman e Hazel sono stati esclusi dal gioco a coppie, data la loro innegabile repellenza. Che la rispettiva dipendenza dal fumo e dall'alcool siano una reazione al loro senso di inadeguatezza e alla loro inesistente vita amorosa?
Se poi consideriamo le abitudini culinarie di Hazel, che inaugura "ogni pasto" sminuzzando aglio come se dovesse farcirci le tombe di un intero cimitero transilvano, è facile intuire quanto siano mefitiche le esalazioni della sua cavità orale. Basta mixare, servendosi naturalmente di Magic Bullet, due spicchi d'aglio, due manciate di mozziconi di sigaretta e un secchio di gin da due soldi per avere un'idea abbastanza precisa di cosa si provi a pomiciare con lei. E il tutto in soli 1... 2... 3... 4 secondi! Neanche il tempo di pronunciare una delle bizzarre espressioni cockney di Mick, come "Bob's your uncle" o "Fanny's your aunt."
Ora che ci penso, ho come il sospetto che la sulfurea Hazel e il caustico Berman possano essere imparentati. Ma la televendita si conclude senza alcuna agnizione o sensazionale rivelazione: tutto rimane sottinteso, non detto, celato. Come in un centrifugato di frutta e verdura, non si riesce più a discernere i vari ingredienti.
Ed è proprio questa la magia di Magic Bullet. Questo straordinario congegno alchemico, grattugiando, macinando, affettando, maciullando e mescolando ogni tipo di ingrediente, riesce a deliziarci con un'infinità di seducenti salse dai colori innaturali e invitanti mousse al cioccolato grigio, in più arricchisce di sapore ogni ricetta (minuto 08.25), da un fumante piatto di "Pesto Pasta" a un'abbondante porzione di "Fettucini Alfredo" (quest'ultima una famosissima specialità "italiana" che consta sostanzialmente di fettuccine stracotte color alga che nuotano in un mare di colla vinilica). Allo stesso tempo, però, Magic Bullet assembla, amalgama anche vite ed esperienze. Unisce persone diverse per età, forma, vizi ed abitudini, e tutto questo per offrirci, infine, un saporito guacamole di umanità.

mercoledì 30 gennaio 2013

Speciale Pubblicità insopportabili #1 - L'asilo Nilo

La scoperta più sensazionale dopo la Stele di Rosetta.
Ultimamente il tema dell'assorbenza sta cominciando ad assorbire un po' troppo la mia attività cerebrale, ma vista la sensazionale scoperta di cui sono venuto recentemente a conoscienza, ho ritenuto mio dovere morale rendervene subito partecipi prima che Giacobbo ci faccia uno speciale di Voyager.
Ricordate l'ippopotamo Pippo? Il pachiderma blu dalle folte ciglia finte che ha pubblicizzato i pannolini Lines dai tempi di Carosello ai primi anni '90 e di cui ho sempre avuto un po' paura? Pare che i pubblicitari l'abbiano ideato ispirandosi all'iconografia della dea-ippopotamo egizia, Taweret, divinità protettrice dei bambini e delle partorienti. La dea, infatti, veniva raffigurata in molti monili di lapislazzuli con le sembianze di un ippopotamo (quale dea non vorrebbe essere paragonata a tale, sinuoso animale, specialmente dopo la gravidanza?). Il colore turchese richiama il cielo, evocando la protezione divina sul neonato, mentre l'ippopotamo, unico mammifero terrestre ad aver scoperto i vantaggi del parto in acqua, è associato alla fertilità e alla femminilità.
Io stesso ho comprato inconsapevolmente un portachiavi di Taweret (dal Louvre) e l'ho attaccato, ignaro del suo significato, al mio astuccio di Topolino (spero eviterete qualsiasi commento sulla mia sindrome di Peter Pan).


Questo insospettato legame tra i pannolini staripanti di pupù liquida e l'ippopotamo sacro che popola le acque straripanti del Nilo ha colpito la mia immaginazione (già parecchio malata) e non ho potuto fare a meno di approfondire il tema, sbirciando dal buco della serratura delle antiche toilette egiziane e rovistando in cerca di reperti utili nelle insidiose nursery di Tutankhamon (di cui ho rinvenuto una tutina quasi polverizzata). Sarà forse una coincidenza che ad Halloween, quando ci si vuole travestire da mummia, per auto-imbalsamarsi, si ricorra alla carta igienica? Sicuramente no.
Per di più, sfogliando il manuale di Storia della Medicina della mia amica Anny (una lettura leggera da concedersi davanti al camino, con una tazza fumante di cioccolata calda) ho letto che il clistere era considerato un'invenzione del dio egizio della sapienza e della magia, Thot, che si sarebbe ispirato all'abitudine dell'ibis (suo animale sacro) di aspirare l'acqua col becco per poi introdurla nell'intestino e far brillare così le sue pareti rettali (un plauso va al contorsionismo dell'ibis e alla poesia delle sue abitudini igieniche).


Insomma, l'antica civiltà egizia è ormai da tempo tramontata, ma continua a regnare tacitamente nei nostri bagni. Perchè mai questa - non proprio nobile - associazione? Come mai il regno dei Tolomei si è trasformato nella patria della morbistenza? Sarà perchè, al sol parlare di Antico Egitto, la nostra immaginazione rievoca le lussuose e fumose stanze da bagno (in stile Tesori d'Oriente) di Cleopatra?
La regina che, al cinema, è quasi sempre immortalata mentre sguazza, seducente, nella sua vasca di latte d'asina, con le ancelle pronte a detergere le sue morbide forme con delicati veli a doppio strato?
Non sarebbe meglio ricordare l'Egitto per le Piramidi? Per la Sfinge? Per la straordinaria cultura egizia? O quantomeno per l'ardente storia d'amore tra Antonio e Cleopatra, celebrata da Shakespeare, Dryden e chi più ne ha più ne metta? Questa sì che è una cosa da ricordare. Una passione folle, che li ha spinti a sfidare Roma, e li ha portati a una tragica, ma per questo gloriosa, morte. Oltre che al concepimento di due figli, Elio e Selene, dal greco "Sole" e "Luna", i cui nomi sembrano anticipare le discutibili scelte onomastiche delle coppie famose di oggi: Sole e Luna possono essere considerati gli antesignani di Oceano, Apple, Chanel, Nathan Falco e gli altri innominabili pargoli delle nostre celebrities...
Hey.
Aspettate un attimo.
Elio e Selene...
Sole e Luna...
Non mi direte forse che si sono ispirati ai figli di Tonio e Cleo per... Pampers Sole e Luna?!

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