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venerdì 11 luglio 2014
Pubblicità insopportabili #35 - Testa e spalle
Il capo che riunisce il suo team di creativi, batte il pugno sul tavolo e annuncia: "Bisogna trovare un nome per il nostro shampoo!"
"Mmm, vediamo un po'" riflette ad alta voce qualcuno. "Uno shampoo serve soprattutto a lavare i capelli e la testa della gente. Forse dovremmo pensare a cosa distingue il nostro dalle ditte concorrenti..."
"Sarebbe il miglior antiforfora sul mercato" sottolinea qualcun altro. "Credo che il nome dovrebbe riflettere questa sua peculiarità. Dev'essere un nome che dica: 'Hey, compra questo shampoo! Non si prende cura solo dei tuoi capelli, ma anche delle tue spalle! Chi altro lo fa? Usalo e potrai dire finalmente addio a quell'antiestetica nevicata di forfora sui tuoi omeri!' Perciò... che ne dite di Testa-e-Spalle?"
Il collega gli dà una pacca sulla spalla del tutto sgombra di forfora in segno di approvazione e aggiunge: "Sì! E' magari come jingle per lo spot ci mettiamo testa spalle baby one two three..."
"Sì, e i soldi per la SIAE ce li metti tu?" abbaia il capo. "L'idea di Testa-Spalle però non è male... bisogna solo renderlo un po' più cool! Più giovane!"
"Allora traduciamolo in inglese, che fa sempre figo... HEAD&SHOULDERS!"
Il capo abbozza un sorriso.
"Head&Shoulders..." pondera, grattandosi la chioma sale-e-pepe senza far cadere neanche il più piccolo fiocco di forfora. "Head&Shoulders... sì... è talmente stupido che potrebbe funzionare!"
"Grazie capo!"
"Un'intuizione talmente geniale va sfruttata il più possibile!" incalza qualcuno.
"Già, forse non dovremmo limitarci a produrre shampoo..." medita il capo, gli occhi che brillano di ambizione. "Forse dovrei iniziare a considerare l'idea di produrre un'intera gamma di prodotti per l'igiene personale... sempre continuando a chiamarli con nomi che rimandino immediatamente alle parti del corpo interessate..."
"Tipo una crema per le mani che deterge e allo stesso tempo rinforza le unghie? Hands&Nails?" azzarda uno dei creativi, con un sorriso speranzoso.
"O magari uno shampoo specifico per barba e baffi, Beard&Mustache!" suggerisce un altro.
"Sì! E' proprio quello a cui stavo pensando!" si entusiasma il capo.
"Aspettate un attimo! E se mettessimo sul mercato un sapone intimo...?"
martedì 6 novembre 2012
Pubblicità insopportabili #13 - Antiquariato ed avanguardia
la Vodafone con il Tuca-tuca). E ne avevamo tutti un gran bisogno. La Pellegrini non era già abbastante irritante? Ci voleva anche tutta l'allegra compagnia dei soliti ebeti che pubblicizzano qualsiasi prodotto, dalle abat-jour agli zufoli?
Non c'è nessuna anima pia disposta a ributtare Federica in piscina? Magari insieme alla sua nuova compagnia danzante? Qui, a proposito di antiquariato televisivo, ci vorrebbero le Spintarelle di Beato fra le donne al completo.
Non so quale delle sei facce lì sopra mi irriti di più, ma intanto... non pensate anche voi che la n°4, con quelle sopracciglia arcuate e la boccuccia stretta, sia identica a Cassandra di Sensualità a corte, la fidanzata sessualmente repressa di Jean-Claude?
Dinanzi a spot del genere, vorrei che l'Enel non fosse così efficente. Un black-out di trenta secondi sarebbe l'ideale.
E sarebbe il caso anche di oscurare la nuova saga/piaga pubblicitaria della Vodafone, quella che ha per protagonista Bruno, l'orso spocchioso con la voce di Diego Abatantuono. Altri sponsor proprio non ce n'erano?
Passi il gorilla del Crodino, che va avanti per inerzia da anni ormai, ma è mai possibile che nel 2012 si ricorra ancora ai pupazzi formato gigante? Piuttosto Maria Giovanna Elmi.
Se, però, alcuni spot si dimostrano decisamente arretrati, altri stupiscono per la loro modernità. Mentre Brad Pitt è il primo uomo a sponsorizzare un profumo femminile, il nuotatore Camille Lacourt sdogana definitivamente il nudo maschile, prenotando i suoi viaggi on-line mentre è mollo nella vasca da bagno per Edison Energia (di nuotare, questi nuotatori, proprio non ne vogliono sapere). D'altronde chi di noi non ha mai prenotato una crociera ai Caraibi dietro suggerimento delle proprie paperelle di gomma? Io personalmente nella vasca da bagno guardo telefilm, leggo romanzi e sorseggio anche un po' di tè (lascio indovinare a voi se parlo seriamente o no). Potrei viverci.
Ma l'avanguardia pubblicitaria più sensazionale ce la regala Tena Men con il suo protective underwear per uomo. In parole povere: il pannolino per papà. E se non è avanguardia questa!
Non c'è nessuna anima pia disposta a ributtare Federica in piscina? Magari insieme alla sua nuova compagnia danzante? Qui, a proposito di antiquariato televisivo, ci vorrebbero le Spintarelle di Beato fra le donne al completo.
Non so quale delle sei facce lì sopra mi irriti di più, ma intanto... non pensate anche voi che la n°4, con quelle sopracciglia arcuate e la boccuccia stretta, sia identica a Cassandra di Sensualità a corte, la fidanzata sessualmente repressa di Jean-Claude?
Dinanzi a spot del genere, vorrei che l'Enel non fosse così efficente. Un black-out di trenta secondi sarebbe l'ideale.
E sarebbe il caso anche di oscurare la nuova saga/piaga pubblicitaria della Vodafone, quella che ha per protagonista Bruno, l'orso spocchioso con la voce di Diego Abatantuono. Altri sponsor proprio non ce n'erano?
Passi il gorilla del Crodino, che va avanti per inerzia da anni ormai, ma è mai possibile che nel 2012 si ricorra ancora ai pupazzi formato gigante? Piuttosto Maria Giovanna Elmi.
Ma l'avanguardia pubblicitaria più sensazionale ce la regala Tena Men con il suo protective underwear per uomo. In parole povere: il pannolino per papà. E se non è avanguardia questa!
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sabato 18 febbraio 2012
Sanremo 2012, non è l'inferno?
Attenzione: post estremamente tossico. Assumere a piccole dosi.
Piatto ricco, mi ci ficco anch'io. Sto parlando del Festival della commedia all'italiana di Sanremo, con il suo solito corredo di polemiche, pettegolezzi e bucce di banana. Un'edizione che fin'ora ho trovato un po' traballante, come la prima apparizione di Emma Marrone, a cui mancava davvero solo una buccia di banana sulle scale dell'Ariston. Col suo completino verde bandiera (che persino una guru della moda come Carla Gozzi ha avuto l'ardire di approvare...), Emma ha arrancato giù per la scalinata e si è diretta verso il microfono con il passo malfermo ma elegante di un tirannosauro zoppo.
Come non commentare poi la sua querula canzone? Non ricordo il titolo, ma credo sia Populismo in musica. "Ho dato la vita e il sangue per il mio paese e mi ritrovo a non tirare a fine mese"...
La Marrone ha capito che l'impegno sociale va per la maggiore e che basta blaterare un po' su affitti e precariato per cavalcare l'onda del successo. Non c'è niente di peggio di una cantante appena uscita dall'adolescenza che strilli una canzone impegnata con un'indignazione e una demagogia spicciola da rappresentante d'istituto.
E poi dicono che il qualunquista è Celentano, che invece è l'unico ad avere il coraggio di fare attacchi diretti e far sobbalzare qualcuno dalla poltrona. Tuttavia non gli perdono l'ingresso trionfale da Messia, l'orrendo sorriso giallognolo e il siparietto geriatrico che è valso un Oscar a Pupo per il ruolo di "Bimbo che fa le bizze" (si interrompeva a metà di ogni frase per ricordarsi la battuta o per i singhiozzi?), senza contare i continui rifornimenti idrici di Adriano. Dico io, una persona che ha bisogno di bere ogni due minuti non può lavorare in televisione...
Ma perché il mondo dello spettacolo italiano non conosce mezze misure? I presentatori devo aver necessariamente superato la soglia d'età del Senato, le donne, invece, vengono prelevate direttamente dalle nursery estere, come nel caso della giovanissima (ma prematuramente acciaccata) Ivan(k)a Mrazova. Che dire di lei? "La classica straniera con un'aria strana", che, senza quel neo sopra la bocca e la risata cavernosa da orso Yogi, si sarebbe mimetizzata perfettamente con la lugubre scenografia (ancora una volta orba di fiori).
Belén, nelle vesti di sostituta, ha fatto ambo, dimostrandosi ancora una volta a suo agio sul palco (forse anche troppo a suo agio, visto lo scandalo del tatuaggio inguinale a forma di mariposa e "il Grande mistero delle mutandine"), e, anche quest'anno, si è dovuta tirare dietro lo strascico di Elisabetta Canalis (agghiacciante personificazione dell'Italia e pessima cantante, anche in playback e con voce potentemente maggiorata al computer). Per tutte le prime due puntate non ho potuto fare a meno di notare come Eli fosse ancora alla continua ricerca della attenzioni di papà Morandi, che, inequivocabilmente, preferisce Belén. Senza contare che alla povera Elisabetta sono toccati gli abiti più brutti.
Ma ora passo alle altre note dolenti, quelle delle canzoni. Una più deprimente dell'altra: da Canzone per un figlio di Marlene Kuntz (io mi cercherei un padre adottivo) ai tremuli vaneggiamenti di Eugenio Finardi (o meglio, Uggenio, come l'ha chiamato la Canalis). Persino Arisa era depressa. La preferivo di gran lunga quando era convinta che l'Ariston fosse il palco dello Zecchino d'Oro.
La tua bellezza di Renga sarebbe anche carina senza tutti quegli "AAAAAH!" da sala delle torture, mentre ho apprezzato molto di più le (ingiustamente) escluse Sei tu dei Matia Bazar e lo splendido tango Al posto del mondo dell'illustre sconosciuta Chiara Civello. Rassicurante e piacevole Dolcenera con Ci vediamo a casa, anche se continuo a pensare che quella ragazza abbia decisamente troppi denti. Interessante e simpatica Un pallone, del carismatico nerd Samuele Bersani.
In ogni caso questo è un festival strano. Le mie canzoni preferite sono quelle dei cantanti che non ho mai potuto sopportare: nonostante a cantare fosse Gigggi D'Alessio (meglio la Berté), ho trovato Respirare estremamente orecchiabile (il remix di ieri sera era sì indicibilmente tamarro, ma anche una trovata furbissima per conquistare le masse), in più l'esclusa Grande mistero, scritta da Van De Sfroos, univa ad un ritmo accattivante un testo piuttosto originale (mi ha conquistato con "lune a dondolo"), penalizzata però dall'interpretazione della stregonesca Irene Fornaciari, decisa a interpretare il ruolo della banshee (no so se ha saputo finalmente "perchè il mondo piange", ma io, almeno, piango per la sua voce).
La mia beniamina Noemi, invece, mi ha deluso un po'. E non mi riferisco al look della prima serata (sembrava uscita da Kiss me Licia, o meglio, da Magica Emi, visti gli orecchini a stella e il completo nero e fucsia in stile liquirizia ripiena...). Lei è straordinaria e per quanto mi riguarda potrebbe anche cantare La bella lavanderina, però lo zampino di Moro si è sentito: a me Sono solo parole sembra un po' monotona, per quanto non sia affatto da buttare... in giro c'è molto di peggio! E con "peggio" intendo le canzoni dei giovani emergenti: sorvolerò sulla leziosa Erica(ramella) Mou, che è meglio lasciare a bagnomaria Nella vasca da bagno del tempo con le sue aspirazioni senili e la sua immotivata antipatia per gli orecchini chandelier.
Mi aspettavo qualcosa di più anche da Pierdavide Carone che, senza l'aiuto di Dalla, ha scritto testi di gran lunga più originali (la storia del ragazzo che s'innammmora della prostituta è vecchia come il mondo, da La traviata a Moulin Rouge!). La canzone non è affatto male, ma non riesco proprio a mandar giù il nomignolo della prostituta - più antiquato che vintage - (sulla scia di Mariù, Lulù, Mimì, Nanà, Cocò, Fifì...), la frase "c'è un camionista da accontentare" e, soprattutto, il sorriso di Pierdavide (chiamate un dentista!).
A proposito di vintage... Nina Zilli, grazie alla sua intensa Per sempre, è riuscita persino a farsi perdonare le mise da "Posso-Permettermi-Di-Tutto" (inseguendo il retrò a tutti i costi si rischia di risultare semplicemente malvestiti).
Insomma... zoppicante e un po' ammaccato, anche questo festivàl volge al termine. Uniche voci nel deserto, la genuina comicità di Rocco Papaleo e Alessandro Siani (standing ovation meritatissima) e le ugole d'oro straniere, come la monumentale Patti Smith... tutto il resto è una galleria di momenti imbarazzanti, dalle gaffe di Morandi sui gay (innescate dalle gag poco riuscite dei Soliti Idioti) alle parolacce abusate e bacchettate da un esercito di puritani (ma che cazzo!), dall'abbacinante vestito rosa letteralmente shocking di Francesca Michielin, rubato chiaramente dall'armadio della sua Barbie (sono rimasto sconvolto per una buona mezz'ora), al look da Eva Kant di Alessandra Amoroso, per non parlare poi del Ballo della Scopa di Federica Pellegrini, a cui consiglio: mai più abiti smanicati... anzi, mai più abiti... anzi, mai più (fuori dall'acqua).
Ma arriviamo alla domanda fatidica... chi vincerà? Io tifo per la canzone della foca (chiaramente ispirata alla risata da otaria asmatica di Ivanka) di Papaleo, che ha saputo divertire, anche solo con la sua faccia sorniona.
Tornando ai cantanti in gara, i miei preferiti solitamente non vincono mai, perciò immagino che la corona d'alloro della canzone italiana toccherà ad Emma. Poco male: le vittorie a Sanremo sono come lampi nella notte. E poi domani i giornali di oggi saranno sul fondo della gabbietta di qualche cocorita. L'anno scorso ha vinto Vecchioni, e l'anno prima? Scanu. E l'anno prima ancora? Almeno per me, buio totale.
Aggiornamento (19/02/2012)
Che vi avevo detto?
D'altronde non ci volevano i maya o Roberto Giacobbo per intuirlo...
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sabato 28 gennaio 2012
Pubblicità insopportabili #1 - Santi, sportivi e navigatori
Un appello ai pubblicitari!
Per favore, lasciamo agli
stranieri gli stereotipi sull'Italia.
Perchè prenderci in giro da soli?
Perchè prenderci in giro da soli?
Basta! Basta con la rappresentazione idilliaca della
campagna italiana nelle pubblicità di olio, vino e mozzarelle, con
vecchi viticoltori-filosofi, contadine con il taglio all'ultima moda che
nella pubblicità precedente facevano le segretarie d'ufficio (sì, mi riferisco proprio a te, signorina "Che ci dà buona uva" di San Crispino), e la classica, italica e
giunonica ragazza che gira in bicicletta per i campi, con un vestitino a
fiori e per di più generosamente sollevato a giro-coscia, con
l'immancabile primo piano del florido e sudato décolleté.
E io che pensavo avessimo già toccato il fondo con la voce da automa di Mina per la Barilla e gli sportivi onnipresenti... cosa fa la Pellegrini quando non nuota? Lo so io, pubblicizza praticamente qualunque cosa, dagli abachi alle zanzariere! E senza neanche saper recitare in modo decente la sua battuta.
![]() |
| L'onnipresente Federica Pellegrini apre le acque del Mar Rosso per la campagna pubblicitaria Sky "messa all'indice"dalla Chiesa. |
Sono del parere che ognuno dovrebbe limitarsi a fare il proprio mestiere, se non sa fare altro.
Ci ho messo una settimana per capire che diceva "Prova Enel energia"!
Quando apre bocca non capisco mai se sta parlando o se fa le bolle sott'acqua. E poi dicono che le sirene hanno una bella voce...
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