La scelta della canzone, oltretutto, è un altro inquietante segno della crisi economica: non c'erano abbastanza soldi da dare in pasto alla SIAE per una serenata degna di questo nome. Sarebbe stato meglio risparmiare sul costume. Dopotutto un travestimento del genere avrebbe senso solo se la fanciulla da corteggiare fosse affetta da zoofilia o nascondesse una sordida passione per i giochi di ruolo.
Si sa, l'amore è cieco, ma credo che anche certi pubblicitari abbiano qualche problema di vista, e probabilmente non se la passano bene neanche con gli altri sensi, soprattutto il buonsenso. Per chi non avesse avuto il coraggio (o la sfortuna) di vedere l'ultimo spot di Kayak, vi fornisco un breve sunto: un vacanziere, stanco della routine lavorativa e della cravatta (cappio dell'uomo moderno), si gode il suo posto al sole in una spiaggia paradisiaca (verosimilmente in Giamaica), quando, all'improvviso, come posseduto da una principessa Disney, salta su dal lettino e inizia a ballare e a cantare a pieni i polmoni il suo amore per Kayak (anche qui fior fior di parolieri hanno lavorato per mesi), lanciando ardite proposte riproduttive e auto-scritturandosi come protagonista del suo personale, delirante musical tropicale (la mise scelta, tra l'altro, fa tanto Jesus Christ Superstar). La sua passione coinvolge tutti, come le ammalianti note di un limbo, mentre il novello profeta, intrappolato nel limbo tra ragione e follia, saltella lezioso tra la folla, diffondendo la sua parola e predicando l'amore libero. Decisamente troppo libero.
Ricordo al povero mentecatto che l'ombrellino di carta della sua piña colada non costituisce una protezione sufficiente a scongiurare le insolazioni. Lo dico perché sembra del tutto persuaso del fatto che ci si possa accoppiare con siti web o apparecchi elettronici, convinzione che mi vede fortemente scettico. Se fosse possibile, gran parte degli iPhone in circolazione sarebbero già al nono mese di gravidanza, ingravidati da bimbiminchia e quarantenniminchia col complesso del "io ce l'ho più grosso (lo schermo del tablet)".
Non si può dire, però, che lo spot del sito di viaggi non sia efficace. Ho già voglia di viaggiare: qualunque posto va bene, purché non ci sia il segnale tv.
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