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| Due storie sporche di Alan Bennett, Adelphi, 134 pg., 16,0 € |
Dovrebbero esserci altre due sedie laggiù.
Ecco che si riunisce questo nostro piccolo circolo letterario. Possiamo finalmente rilassarci: tanto siamo in pochi.
E' l'atmosfera ideale per scambiare segreti e confidenze, no?
A proposito, sono giunte anche a voi delle strane voci sul conto di Mrs Donaldson? Vedova, sulla cinquantina... sì, esatto, proprio lei: quella che fa la paziente simulata in ospedale.
Davvero non ne sapete nulla?
Pare che abbia affittato una stanza a una coppia di studenti di medicina. Sulla ventina, all'apparenza due ragazzi tranquilli, ma... sì, ecco qui lo zucchero. Sapete, dicono che il rooibos non vada zuccherato, ma io proprio non ci riesco. Non so farne a meno. Ieri stavo quasi per zuccherarmi il pediluvio. Sì, grazie, cara, è stato un ottimo consiglio.
E poi non si fa altro che parlare del giovane Forbes e del suo matrimonio. Sua madre è livida, naturalmente. Schiferebbe anche Venere in persona se si offrisse di diventare sua nuora. Non fa che lamentarsi di quella povera ragazza. Anche se... di bruttina, è bruttina, diciamolo. E' parso strano anche a me che un ragazzo bello, intelligente e raffinato come Graham abbia anche solo degnato di uno sguardo una come Betty, figuriamoci sposarla! Dev'esserci qualcosa di losco sotto. Ma sapete com'è, quella Mrs Forbes... non si sbottona facilmente. Suo figlio, invece... quando si tratta di sbottonare qualche...
Vi dico solo quello che so... non conosco i dettagli. Ma c'è una persona che sicuramente saprà raccontarvi tutto, ed è Alan Bennett. "Lo scrittore più amato della Gran Bretagna", autore della pruriginosa Mrs Donaldson ringiovanisce e delle funamboliche menzogne familiari di Mrs Forbes non deve sapere, ovvero le Due storie sporche di cui parlavamo. Nessuno meglio di lui riesce, con indulgente ma irresistibile ironia, a raccontare incredibili scene di vita borghese, spiando tutto dal buco di una serratura.
Ah, non vi preoccupate per le tazze sporche. Lasciatele lì. Le lavo io più tardi. Rimaniamo a chiacchierare ancora un po'... altro rooibos?
