Da qualche giorno anche la Mutti ha deciso di spolpare l'opera del Premio Nobel cileno:
La mia prima reazione è stata: "ma 'sta roba l'ha scritta davvero Neruda?" Poi, dopo le dovute ricerche, mi sono reso conto che i pubblicitari, con la stessa disinvoltura con cui hanno ignorato il suo impegno politico trasformandolo nel poeta più commerciale di sempre, hanno anche ristretto un componimento di gran lunga più sugoso di quello da loro proposto in formato tubetto di concentrato:
La strada
si riempì di pomodori
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
A dicembre
il pomodoro
si scatena,
invade
le cucine,
irrompe nei pranzi,
si siede
riposato
sulle credenze,
tra i bicchieri,
i portaburro,
le saliere blu.
Emana
luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
si affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa felicemente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare l'unione
si lascia
cadere
olio,
figlio
essenziale dell'ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno,
il prezzemolo
sventola
le sue bandierine,
le patate
bollono vigorosamente,
l'arrosto
bussa
col suo aroma
alla porta,
è ora!
Andiamo!
E sulla tavola,
nel mezzo
dell'estate,
il pomodoro,
astro di terra,
stella
ricorrente
e feconda,
Ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore infuocato
e la totalità della sua freschezza.
Illustrazione di Ryo Takemasa.
