![]() |
| Da notare la posa mariana della cantante. |
Perché gliene ho perdonate tante, fin'ora. Come la canzone dell'anno scorso, quella sul gelato, I love ice-cream, uno dei componimenti musicali più raggelanti della storia della pubblicità, una lagna inudibile, l'inno isterico di un coro di fanatici con una manciata di Smarties in luogo dei neuroni e due palline di gelato al posto degli emisferi cerebrali.
Ho chiuso un occhio persino sui provini simil-X-Factor che celebravano i panini ispirati alla cucina regionale italiana, esibizioni musicali che ci hanno regalato versi di immane pregio lirico come "Lo spek vien giù dai monti, sposta gli orizzonti", o ancora "Vivo di salame calabro, fuoco d'anima assassina, peperone fatto a fette, brucia come la benzina" (la similitudine finale uccide l'appetito, per quanto mi riguarda.)
Adesso I Moderni pubblicizzano la promozione "Fame del sabato sera", e, novelli John Travolta, ci travolgono in pista con un nuovo, stridulo motivetto: "E vai, vai, vai, vai... vai da McDonald's!"
La pubblicità funziona: mi viene davvero voglia di andare al McDonald's. Ma non per ingozzarmi di Big Mac, piuttosto per mollare ai Moderni un big smack.
Non so se avete notato il loro balletto. Persino le Letterine di Passaparola si sarebbero rifiutate. Ed è tutto dire. Immagino abbiate presente gli stacchetti delle Letterine...
Quelle lì ruotavano la mano attorno alla testa, mimando un frullatore, e poi, con la stessa mano, si affettavano un braccio neanche fosse un salame calabro. Il tutto cantilenando: "Ulla...laulla...laulla...lalallà!"
I Moderni, invece, si cimentano con la disco music, ma in realtà sembra che si stiano esercitando (con scarse possibilità di successo) per la licenza di massaggiatori shiatsu. Avrei preferito piuttosto la mossa tradizionale dell'occhio sforbiciato (non so come chiamarla) o dell'immersione subacquea: passi imbarazzanti, ormai da tempo associati indissolubilmente agli anni '70, che ormai non fanno più male a nessuno.
Ma le note più dolenti sono quelle della canzoncina.
"E vai, vai, vai, vai... vai da McDonald's!"
L'unico jingle pubblicitario che ti suggerisce già come storpiarlo. La battuta è servita su un vassoio d'argento, con tanto di maionese e ketchup a parte.
Non ditemi che, al sentire tutto quel "E vai, vai, vai, vai...", non siete anche voi indotti automaticamente a concludere la strofa con finali alternativi a "vai da McDonald's"? A chi di voi non è scappato subito un liberatorio "vai a fanc..."?
E non fate i perbenisti appena sbarcati dal Mayflower, perché so che lo avete almeno pensato!
La variante più gentile che mi è venuta in mente fin'ora è "E vai, vai, vai, vai... vai al McDiavolo."
Se proprio volete farvi del male, vi suggerisco di rinfrascarvi la memoria gustandovi I love ice-cream. In alternativa, vi offro un McMenù musicale con panino a scelta: il Calabrese, il Veneto, il Lombardo o il Tirolese?

