sabato 4 agosto 2012

Rehab in Salento

 Ci sono due modi (più o meno sani) per reagire ad un’apocalittica delusione d’amore: 1. Rimanere a letto per settimane, trangugiando chili di gelato e cantando in preda ai singhiozzi All by myself in stile Bridget Jones, oppure 2.  Darsi alla fuga e partire per un lungo viaggio consolatorio.
Trovandomi in questa malaugurata situazione, ho avuto quanto meno la fortuna di disporre dell’opzione 2 e sono letteralmente schizzato in Salento per una settimana scacciapensieri a base di sule, mare e ientu.
Come compagni di viaggio, ho scelto un’agguerrita squadra di supporto: la mia migliore amica Anny, mia sorella e il mio futuro cognato (perciò cognaturo). La partenza non è stata molto promettente: il tragitto in auto si è trasformato ben presto in un viaggio della speranza, visto che mia sorella ha ritenuto di dover portare il suo intero guardaroba e una rifornimento di vettovaglie sufficiente a mantenerci in vita di qui alla Terza Guerra Mondiale. Insomma, io e Anny ci siamo ritrovati sul sedile posteriore, schiacciati da quintali di pasta, patatine e bottiglie di tè freddo, con un inespugnabile muro di borsoni e valige a dividerci. Eravamo costretti a parlare attraverso una minuscola fessura ricavata tra il suo beauty-case e la borsa porta-scarpe di mia sorella, neanche fossimo Piramo e Tisbe. O i protagonisti di Sepolti in macchina (il nuovo reality di Real Time).
A tutto questo si aggiunge l’incessante vibrare del mio cellulare. Non era chi pensate voi (e chi speravo che fosse): lo stalker era semplicemente mio zio, il Cosmopolita, che ci ha prestato la sua residenza estiva per questa settimana e voleva assicurarsi che conoscessimo a memoria i suoi avvertimenti, le sue regole e le velate minacce. Vi propongo una selezione delle sue innumerevoli raccomandazioni (una telefonata per ognuna):
1. Seguite scrupolosamente il calendario del servizio di raccolta rifiuti (la raccolta differenziata in Salento è una specie di credo religioso, il che è lodevole, ma non ricordo di aver mai provato così tanta ansia e apprensione prima di gettare qualcosa nel bidone dell’immondizia);
2. Se i cani della vicina abbaiano, non lanciate imprecazioni, né maledizioni o anatemi biblici. I cani non le capirebbero, ma la padrona ha le orecchie ben aperte e potrebbe risentirsene;
3. Prendete tutto quello che volete dalla dispensa, ma non toccate nulla che abbia scritte in cinese sulla confezione;
4. Tenete sempre chiusa la porta del giardino, perché è stato recentemente avvistato un topo di grosse dimensioni (ho sperato fino all’ultimo giorno di scovare il nascondiglio della pantegana, da me battezzata “Passeggiatrice”, ma invano);
5. Ho ricavato delle lanterne da giardino da dei vecchi clisteri. Usatele, sono bellissime! (questa evito di commentarla);
6. Se non avete niente di meglio da fare, vi sarei grato se sbrinaste il frigorifero (a questo punto ho pensato: “lo sapevo che c’era la magagna!”)
E infinite altre regole e divieti...
Mi aspettavo anche un “7. L’ala ovest della casa è proibita”.
Dopo due ore di viaggio, con il fondoschiena ormai del tutto necrotico, raggiungiamo finalmente Giuliano (Julie, per gli amici), che no, non è il gatto di Andrea, ma un minuscolo paesino incastonato in un agglomerato di mille altri minuscoli paesini che finiscono quasi tutti in -ano. Mio zio, il Cosmopolita, ci dà il benvenuto ficcandoci del finocchio selvatico in bocca e ci fa fare un tour della casa, uno speziato mix di antiquariato ed esotismo, dal Salotto Vintage, con radio d’epoca e divani damascati rosso sangue e muniti di frange charleston, alla Stanza del Monaco, spartana camera da letto allestita giù in cantina. Io e Anny abbiamo diviso il sontuoso letto a baldacchino di quella che abbiamo ribattezzato la Camera Gotica: oltre al candelabro a bracci e l’immensa volta affrescata, c’era un forziere chiuso a chiave e una porta misteriosa, un po’ come la stanza di Emily nei I misteri di Udolpho.
Vi sfido a indovinare cosa si cela nel forziere e dietro la porta del mistero.
Ma di misteri, in questa settimana di relax, io ed Anny ne abbiamo incontrati molti altri. Per esempio, quello del gabinetto, che emette, di tanto in tanto, un lamento straziante, da far accapponare la pelle: si tratta quasi certamente dello spirito di una fanciulla che si è suicidata dopo la fine di un flirt estivo su cui lei aveva investito troppo.
Il mistero, però, non giace solo nella penombra di antiche dimore salentine, ma serpeggia anche sotto il sole cocente delle spiagge: una mattina, mentre rosolavamo a fuoco lento sui nostri teli mare, io e Anny abbiamo captato l’inquietante conversazione di una coppietta di passaggio:
“Allora, lo facciamo, il loof?” incalza lui,  mettendo una mano sulla spalla unta di crema solare della sua ragazza.
“E facciamo il loof!” risponde lei, sistemandosi il fiocchetto del costume.
Per giorni e giorni ci siamo arrovellati il cervello, chiedendoci cosa mai possa significare “loof” (pr. all’inglese “luf”). Secondo Anny è una pietanza, mentre io sono quasi certo si tratti di un’inconsueta e pericolosa tecnica amatoria.
Malgrado queste angoscianti incognite (molte delle quali rimaste senza risposta), la settimana di villeggiatura è stata soddisfacente: quando io ed Anny non eravamo in spiaggia, impegnati nei nostri programmi di rimorchio selvaggio (“Sì, rimorchio… da dietro” ha commentato Anny, scettica), ho trascorso quasi tutto il mio tempo sull’amaca del giardino di zio Cosmopolita. Dondolando dolcemente a pochi centimetri da terra, come un novello Barone Rampante, ho potuto dedicarmi a tre delle mie attività preferite: leggere, isolarmi dal mondo ed evocare l’elusiva Passeggiatrice (“Passeggiatriceeee… vieni fuori! Dove sei?”).
Vi ho già anticipato che di Passeggiatrice non abbiamo trovato traccia, ma molti altri animali selvatici hanno turbato l’afosa quiete del nostro soggiorno salentino, come nel caso di Bella, la libellula purpurea che ha terrorizzato Anny sin dal nostro arrivo. Oppure Spettro, il ragno curioso che una sera si è calato in stile Mission Impossibl
e dal nostro baldacchino (inizialmente ho cercato di rassicurare Anny, ma poi ho vacillato di fronte alle spropositate dimensioni dell’aracnide e sono dovuto ricorrere all’aiuto di mio cognaturo, onde evitare scene di panico come nella pubblicità di Mentos.)


So che non morivate dalla voglia, ma adesso beccatevi questo mio scatto vagamente osé!
(foto di Anny)

Altra nota stonata è quella delle campane della chiesetta in fondo alla strada, che ci svegliavano ogni mattina con un maledetto e interminabile scampanio che neanche al matrimonio di Cenerentola.
Mettendo da parte misteri, sterili giochi di sguardi sulla spiaggia, animali mitologici e rintocchi festosi alle sette di mattina, la nostra è stata anche una vacanza culturale:  abbiamo visitato la splendida Otranto (che a proposito di romanzi gotici, ne ha ispirato il primo in assoluto: il castello di Otranto di Horace Walpole), con il suo meraviglioso panorama e la suggestiva cattedrale, per non dimenticare poi il castello aragonese, che ospita anche una bellissima mostra di Andy Warhol.
Dopo un lungo pellegrinaggio, abbiamo esplorato anche l’oasi di Porto Selvaggio, definita da alcuni come “la spiaggia più bella di tutte le Puglie”, nonché raccomandata caldamente da riviste autorevoli come Glamour. Una discesa rocciosa ci ha permesso di ammirare la vista mozzafiato della scogliera, del mare cristallino e della fitta foresta di pini d’Aleppo (peccato che anche questa discesa, come molte altre di mia conoscenza, abbia il vizio di trasformarsi in una salita: ho dovuto sfoggiare tutta la mia agilità di capra di montagna).
Né la guida turistica né Glamour, però, fa accenno di un’ectoplasmatica creatura che popola le spiagge di Porto Selvaggio:  la donna più candida che abbia mai visto. Una bagnante francese dalla pelle color bianco ottico, da far male agli occhi. Praticamente un beluga. Un’Estranea uscita da Il Trono di Spade.
Non esagero: non ho mai visto un candore così abbacinante. Ho provato a scattarle un paio di foto da vendere alla Società Internazionale di Criptozoologia, ma il riflesso della luce ha reso inutile ogni tentativo.
Dopo tutte queste meravigliose avventure,  però, il momento del rientro all’ovile è arrivato più in fretta di quanto desiderassi.
Torno a casa con cinquanta sfumature di marrone sulla pelle, la sceneggiatura di una telenovela scritta a quattro mani con Anny (Lecho de rosas, intrighi, crimini e passioni sullo sfondo di una torbida Bogotá), il mio (tanto agognato) braccialetto macramè al polso e il corpo tonificato dall’acquagym.
Sto bene. Per ora.
Ma so che appena avrò varcato la soglia di casa questo spirito di patate svanirà e verrò assalito da due instancabili avversari: Angoscia e Senso di Abbandono.
Ma li prenderò a calci nel sedere. Fosse l’ultima cosa che faccio. Magari a ritmo di pizzica. Il ballo nasce come antidoto al morso della tarantola, ma chissà che non funzioni anche per altri mali...

21 commenti:

  1. Caro quanto sei dolce:) e mi ha divertito molto il racconto del rehab.. (Che paura la passeggiatrice)
    Sì sì prendili a calci quei due!
    Un bacio:*

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    1. E tu sei tanto caruccia di nome e di fatto! *____*
      Sono felice di averti fatta divertire e intenerire contemporaneamente! :)
      Un bacione!!!

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  2. E il mio vestito-fantasma che 'impersonava' la fanciulla suicidatasi per quella delusione d'amore? E le nostre tapas accompagnate dalle canzoni del secolo? E la calce della scogliera di Porto Selvaggio scambiata per maschera di bellezza ai minerali mediterranei da tutti i bagnanti?
    Nonostante i tuoi meticolosi appunti, ci sono troppi dettagli omessi, ma forse...hai fatto bene! XD XD
    Cmq tuo zio è un soggetto, la parte più divertente è senza dubbio l'elenco del promemoria per sopravvivere a Julie che ti ha fatto chiamandoti ogni cinque secondi e le sue...creazioni! :D

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    1. Sì, bobo, ho dovuto omettere i dettagli più raccapriccianti per tutelare i miei lettori :P
      La creazione migliore di mio zio, comunque, è la lampada-clistere... è un dadaista puro.

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  3. ma... hai i peli sulle gambe!! :D

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    1. Eh sì, la mia estetista è introvabile in questo periodo. Però non mi lamento, i mie peli sono quasi tutti lì, sulle gambe, e non sono neanche tanto scuri considerando i capelli nerissimi.

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  4. eheheheh, e chi non ha vissuto una delusione d'amore? Quando mi sono imbattuta la prima volta e ho capito che non sarei morta, sono 'guarita' in molto meno tempo. Sai che ti dico? Quando proprio non ce la fai più, scrivi un bel post, la condivisione è la migliore cura! :-) Ancora complimenti per lo stile

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    1. In realtà più che una delusione d'amore è stato un lungo stillicidio di sofferenza, perciò non ho mai avuto così tanta voglia come ora di riprendere a vivere! :D Voglio stare su! :D
      Grazie, grazie, grazie di tutto! *____* Un bacione!

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  5. Oddio...la fanciulla che si è suicidata nel water :O e la donna-beluga... Mi hanno fatto piegare dal ridere!
    La descrizione della casa di tuo zio mi fa immaginare quella di zia Mame (si, lo sto leggendo, finalmente) e mi piace assai... peccato non aver visto la Passeggiatrice.
    Dai però, continua ad occupare il tempo con sfiziose attività e non ti abbattere troppo che tanto...succede a tutti e tutti ti dicono: non ti abbattere che succede a tutti... :P

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    1. Ahahahahahah ma lo sai che mio zio Cosmopolita è un po' il corrispettivo maschile di Zia Mame? :D
      Comunque grazie, è vero che tutti dicono che "succede a tutti", ma effettivamente è la sacrosanta verità! :D

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  6. come sempre è un piacere leggerti, e sapere che una piccola fuga temporanea ti abbia rigenerato...beh, mi suggerisce una eventuale cura per le pene d'amore :)
    p.s. la foto è stupenda! *___*
    -Cloud-

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    1. Grazie Claaaa *_____*
      Te lo consiglio vivamente: in questi casi non c'è niente di meglio che cambiare un po' aria per ossigenare i pensieri :D

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  7. Sorvolando sulle motivazioni, una vacanza è sempre una vacanza e serve per rigenerarsi, a meno che non siano in stile fantozziano. XD
    Confesso: avrei voluto vedere una foto immortalatrice della Passeggiatrice, magari era un incrocio tra una pantegana vicentina e una nutria padovana... anche lei in ferie laggiù! XD

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    1. ahahahahahah credimi, non credo ti sarebbe piaciuta... credo si tratti di una semplice z***ola pugliese :P scusa la volgarità ma noi le chiamiamo così! :D

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    2. Ahahahaha! X°D
      Mi fido del tuo ponderato giudizio! XD

      alla prossima!!

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  8. Ahahahaahah :D mi hai fatto morire, giuro :) Sei un grande, è sempre un piacere leggerti! Al diavolo chi non telefona e i due avversari... hai tutta l'ironia e l'intelligenza per mandarli a... altrove ;) Bello il Salento... Un abbraccione :)

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    1. Grazieee *_____* per me è sempre un piacere leggere un tuo commento! :D Comnunque, ce la devo fare e grazie anche al vostro sostegno! *____*

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  9. Buona vacanza anche a te Raffy! :D

    E non te la fare la ceretta, l'uomo ha da pelà! :D:D

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    1. Ahahahah, no, figurati, non ne ho la minima intenzione! :D
      ¡Buenas vacaciones!

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  10. Ciao Raffy ... diciamo che hai optato per la soluzione migliore !! Un viaggetto per dimenticare e non pensare alla delusione d'amore ... un ottimo rimedio :) Buone vacanze, Carolina

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    1. Ciao Carolina! :D Intendo viaggiare ancora, funziona! :D Buone vacanze anche te!!!

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