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mercoledì 31 ottobre 2012

Un Tea Party con delitto

 
Quale modo migliore per celebrare degnamente Halloween se non ammazzare un amico?
Ovviamente solo per finta, organizzando un tenebroso tea party con delitto: una vittima, un assassino, un'arma del delitto e tanti sospettati. In altre parole, un Cluedo vivente. Quello dei ricevimenti con delitto è una moda dilagante, ma ammetto con profonda vergogna di aver preso l'idea da un episodio di Lizzie McGuire (l'unico di cui io conservi memoria, e grazie al cielo!).
Il mio primo murder tea party è stato un successo inaspettato, vista la mia scarsa esperienza nel territorio del giallo, genere che ho cominciato ad apprezzare solo di recente. 
Per la buona riuscita di un tè con delitto sono fondamentali degli ospiti entusiasti e una trama ben congegnata. Vi propongo la mia, che, considerando la mia scarsa dimestichezza con le detective stories, punta più sul goliardico che sul verosimile: la maliziosa marchesa Marie-Cosette De Mignotte viene ritrovata cadavere sulle rive del lago Sher Loch Ness. La cittadina di Detectiville è sconvolta dalla sua tragica morte e il detective Rafael Cadalso si mette subito all'opera per scoprire il colpevole, riunendo davanti a una fumante tazza di tè i principali sospettati, o meglio, un'affascinante trio di potenziali assassine: una femme fatale sull'orlo della bancarotta, un'androloga afflitta dalle pene d'amore e una ricca ereditiera con un oscuro segreto. Ognuna aveva un motivo per volerla morta, ma chi di loro ha ucciso la marchesa De Mignotte?
Cliccando su "continua a leggere..." potrete dare un'occhiata (e utilizzare a vostro piacimento) l'intero "copione" de Il mistero della marchesa. Nel mio caso, per chiari motivi di misantropia, i personaggi principali sono solo quattro, ma il numero ideale di partecipanti oscillerebbe intorno a dieci. Su questo sito trovate ottimi spunti, trame complete e consigli d'oro per organizzare il/la vostro/a apertivo/tè/cena con delitto, ma vi suggerisco di personalizzare il più possibile la storia e "cucire" i personaggi addosso ai vostri ospiti, enfatizzandone vizi e virtù. Ognuno degli invitati dovrà disporre di una pergamena di presentazione (che include una mappa del luogo e i profili "pubblici" dei personaggi) e una busta segreta contenente tutte le indicazioni necessarie per portare avanti il proprio ruolo.
 
 
Naturalmente, mentre i vostri amici si interrogano a vicenda, si azzuffano, sputano fuori antichi rancori, si pugnalano alle spalle e cercano di correggere il tè del vicino con cianuro e arsenico, servirà anche che li sfamiate. Partendo dalla bevanda protagonista, ho scelto un rooibos, o tè rosso, che ha tutto l'aspetto di un normale tè, ma deriva in realtà da una pianta africana (l'Aspalathus linearis), è privo di caffeina e, secondo la mia spacciatrice, avrebbe un naturale retrogusto di cioccolato. Se il rosso sangue del rooibos non fa per voi, un'ottima alternativa è il classico Gunpowder, il tè verde cinese più famoso, la cui consistenza (come pure il nome) ricordano la polvere da sparo: associazione mentale perfetta per una serata in cui a fumare non sono solo le tazze, ma anche qualche rivoltella.
"Non è quel che sembra" è un criterio da adottare anche nella scelta degli stuzzichini, come nel caso dei muffin inaspettatamente salati o dei soufflé a sorpresa.
 
*Non ponete limiti alla fantasia: un pizzico di peperoncino per un tocco alla
Chocolat (ottimo per un delitto passionale) una spolverata di farina di cocco
per sognare i Caraibi (e paradisi fiscali), o magari qualche goccia di succo
d'arancia
per deliziare gusto e olfatto (mentre si cerca di risolvere un caso di
omicidio con movente mafioso)...

E adesso passiamo al luogo del delitto: la tavola. Quale colore più appropriato per la tovaglia se non il giallo?
I lussureggianti candelabri della nonna (potenziali corpi contudenti) e il classico servizio da tè dei vostri genitori (regalo di nozze dimenticato prima ancora del taglio della torta) è tutto quel che vi ho occorre per trasformare casa vostra nel salotto di Miss Marple.
Per qualche assurdo motivo, frugando nell'ufficio dei miei, ho trovato anche un rotolo di quel nastro rosso e bianco che la polizia usa per delimitare le scene del crimine (non chiedetemi che cosa ci facesse lì, chiuso in un cassetto, perchè questo è un mistero che non sono proprio riuscito a risolvere) e così ho pensato di drappeggiarci la tavola a mo' di macabro festone.

Il risultato finale! (Clicca per ingrandire)
Raccogliete tutti gli indizi e le informazioni utili ai vostri ospiti in una pergamena
(magari chiusa con nastro rosso sangue) che potrà poi fungere anche da segnaposto.
Potete legare alla pergamena anche un piccolo oggetto che rappresenti ognuno dei
partecipanti: io ho scelto una lente d'ingrandimento per il detective, una penna
stilografica per la dottoressa, una rosa rossa per la femme fatale e un anello con
cammeo per la ricca ereditiera.

 Non esiste il delitto perfetto, nè tanto meno il tè con delitto perfetto, ma la cura dei dettagli non è mai troppa. Per esempio, potete richiedere ai vostri ospiti un dress-code retrò (state ancora leggendo Il Tè, non un inserto di Glamour), e creare una play-list a tema (le colonne sonore di thriller e polizieschi famosi come Psycho I soliti sospetti, le sigle di serie televisive storiche come Nero Wolfe, Poirot, Miss Marple, Alfred Hitchcok presenta Un detective in corsia, e infine, per spezzare la tensione, sottofondi musicali dagli inevitabili risvolti comici come Detective Conan, La signora in giallo o Il commisario Rex.)
Un tè col delitto, insomma, è un modo ideale per ammazzare il tempo e la noia. In più... volete mettere l'intima soddisfazione di inscenare l'assassinio del più insopportabile della comitiva?

venerdì 6 aprile 2012

Tea Party nel Paese delle Meraviglie (seconda parte)

Eccoci al secondo apputamento col mad tea party ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Nel post precedente abbiamo scelto il tè da servire, preparato i due snack principali (le Cocco-le e i muffin decorati) e ci siamo cimentati con la decorazione della tavola (tovaglioli, segnaposto personalizzati e i fenicotteri rosa ornamentali).
Ma siamo solo a metà dell'opera! E' ora di dare libero sfogo alla fantasia!
Partiamo dal centrotavola, fulcro di tutto l'apparato scenografico del vostro tea party. Io ho optato per un Bianconiglio di marshmallow, realizzato insieme a mia sorella e mia madre, per la quale le sculture di marshmallow sono ormai una ragione di vita...
Non pensa ad altro: qualunque cosa vedano i suoi occhi, ecco che vuole subito riprodurla in una suntuosa ricostruzione zuccherosa, tant'è che ora non ci facciamo più caso quando interrompe discorsi seri e dissertazioni colte con proposte indecenti del tipo "perchè non facciamo un Taj Mahal di marshmallow?".


Costruire un Bianconiglio di toffolette, comunque, è un impresa ardua, che richiede sudore e sangue (gli stuzzicandenti pungono!), ma con un po' di buona volontà e pazienza, si possono ottenere risultati più che soddisfacenti! Per di più è un'idea che si presta benissimo anche per le festività pasquali.

Ora che ci siamo occupati degli elementi più ingombranti (il coniglio pesa almeno due chili), passiamo ai dettagli (che fanno la differenza).
In merito alla tavola, come già detto, ho preferito puntare sui colori primaverili (rosa, giallo, celeste, verde chiaro, lilla), riservando le tonalità forti ai segnaposto: non a caso ho scelto questa tovaglia di raso che sembra l'incarto di un enorme Mon Chéri...

Quanto alle decorazioni, i libri di Lewis Carroll sono una vera miniera di spunti e idee: ho cosparso la tavola di carte da poker, gettato qua e là chiavi dall'aria misteriosa, e ho ripescato anche questo riccio di paglia, unico superstite delle partite di croquet della Regina.
In più potete ornare la tavola con scacchi, bottigliette con su scritto "bevimi", rose e petali colorati (magari strappandone qualcuno dagli insopportabili fiori parlanti). Inoltre potete utilizzare tazze e teiere dalle forme più disparate e sedie di diversa altezza, così da rendere ancora più grottesco il vostro incontro.
Potete sbizzarrirvi anche con le tazzine, ritagliando i quattro semi delle carte da poker e attaccandoli alle etichette delle teabag.
Qualcuno mi ha chiesto: come ci si veste per un mad tea party? Chiaramente si può ricorrere alle maschere ispirate ai personaggi o ai cappelli più bizzarri che trovate, ma se preferite non eccedere col costumismo, potete sempre suggerire ai vostri ospiti di legare un nastro rosso intorno al collo, macabra allusione al sangue zampillante dopo la decapitazione ingiunta dalla tirannica Regina di Cuori (questa idea l'ho rubata alle dame francesi del '700, che lo chiamavano "nastro alla ghigliottina"... simpatiche, eh?)

Il risultato finale! (clicca per ingrandire)

Ora che è tutto pronto, non resta altro che godersi il tè e un piacevole pomeriggio in compagnia. Se temete che la conversazione ristagni, nascondete qua e là (magari sotto le tazze) degli indovinelli scritti su biglietti colorati: gli ospiti si divertiranno a risolverli insieme, spesso con esiti inaspettati e esilaranti. Una volta risolti tutti, a meno che non vogliate raccattare le carte e improvvisare una partitina a strip poker, potete realizzare tutt'insieme una poesia nonsense in stile Carroll: si comincia con un verso di partenza (magari "Era brilligo e gli unsci tovi...", cioè l'esordio di Jabberwoky, l'insensato poemetto contenuto in Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò), dopodiché si invita il commensale a fianco a continuare la frase. Poi si piega il foglio in modo da non far vedere all'altro ciò che si è scritto e lo si passa tra tutti gli invitati finchè non ritorna al punto di partenza. La poesia, chiaramente, sarà tanto più folle e divertente quanto più folli e divertenti sono i vostri invitati!
Ho provato l'esperimento con le mie amiche e ho scoperto in loro un'inedita vena lirica: "Era brilligo e gli unsci tovi guardavano uno stormo di gabbiani all'orizzonte giuggiollerrando quà e là con tanti conigli brilleggianti è inevitabile pensare che uno di questi si chiamava Cià cià e l'altro Rellando, e così se ne andarono ciacciarellando il riccio rotola e sbatte il muso contro un sasso e beve una tazza di tè bollente Delicia! Delicia! Assim vose me mata!"
Risultati come questo si ottengono anche senza l'aggiunta di stupefacenti nel tè, ve l'assicuro!
Un ultimo suggerimento: molestate continuamente i vostri ospiti ingiungendo loro di cambiare posto ogni cinque minuti! Non sarà mai un vero mad tea party finchè tutti gli invitati non saranno impazziti sul serio...

Buona Pasqua! E che sia per tutti un giorno "gioiglorioso"...

giovedì 5 aprile 2012

Tea Party nel Paese delle Meraviglie (prima parte)

E' arrivata la primavera! E' tempo di fiori, rondini in volo e "allegre scampagnate nei boschi"... ma per me e tutti i bimbi dell'asilo, la primavera è soprattutto tempo di lavoretti pasquali!
Come impiegare questa vampata di creatività che mi assale? Semplice! Organizzando un mad tea party ispirato a Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, ovvero: un classico senza tempo, nonchè il sogno di una vita.
In questo e nel prossimo post dedicato all'argomento vi proporrò alcuni suggerimenti gastronomici e svariate, pazze idee per decorare la vostra tavolata vittoriana!
L'ideale sarebbe allestire tutto all'aperto, ma se non avete un giardino o una veranda (come nel mio caso) dovrete optare per un tè casalingo (che comunque hai suoi vantaggi: qui in Puglia da un po' di giorni a questa parte soffia un'impetuosa bora triestina che rischierebbe di schizzare il tè in faccia a tutti gli invitati o, nella peggiore delle ipotesi, spazziarci via tutti fino al regno di Oz, ma quello è un altro libro...)
Bando alle ciance, entriamo subito nel vivo! Iniziamo dall'ingrediente principale di ogni tea party degno di questo nome: il . Io ho scelto un cocktail di sapori esotici che fa tanto Commonwealth: tè verde, rooibos, fiori di karkadè, rosa canina, maracuja, biancospino e ananas (FrutTè di Planta Medica).
Quanto alle delikatessen, vi passo sottobanco la ricetta semplice semplice dei dolcetti al cocco di mia sorella, altrimenti noti col lezioso nome di Cocco-le. Si tratta di una versione light dei Raffaello... in pratica sono fatti di luce, aria e pensieri felici. Che gusto però! Ecco qui la ricetta, un procedimento davvero elementare, anche per chi è rimasto fermo all'Humpty Dumpty all'occhio di bue. Prima di cimentarvi in qualsiasi prova gastronomica, ricordate sempre cosa vi direbbe Anna Moroni: ti sei lavato/a le mani, tesoro?
Non si sbaglia mai, così. Garantito.


Avrete senz'altro notato le decorazioni a forma di fenicotteri, sfortunate mazze da croquet della Regina di Cuori (evidentemente ignara delle leggi a tutela degli animali... se lo venisse a sapere sarebbe il finimondo: ta-glia-temi la teeesta!"). Realizzarli, comunque, non è difficile: disegnate (o stampate) e ritagliate alcune sagome di questo eccentrico uccello e incollatene due tra loro frapponendovi uno stuzzicadenti, dopodiché aggiungete i dettagli con i pennarelli. Io ho dotato le "zampe" di un tocco coloristico in più, utilizzando questo nastro adesivo fucsia ereditato da mio zio, che lo usava ai tempi dell'università. Non chiedetemi a cosa servisse: è un mistero irrisolto della cancelleria anni '80. In effetti, guardandoli meglio, più che le zampe rosate dei fenicotteri quelle sembrano gli scaldamuscoli fluo di Cindy Lauper...


E ora che abbiamo sudato ai fornelli, ci riposiamo un po' con qualche idea per le decorazioni! Ecco qui i quattro segnaposto che ho realizzato: Alice, la Regina di Cuori, il Cappellaio Matto e il Bianconiglio. Li ho fabbricati utilizzando una tecnica mista: collage, disegno libero e applicazioni in stoffa o altri materiali (come il fiocchetto di tulle sul cammeo di Alice o la cordicella di una bustina di tè per la tazza-tuba del Cappellaio). Se il disegno non è il vostro forte, oltre che minacciare con un'ascia da boia quel vostro amico che disegna come Raffaello (tutti hanno un amico del genere), potete sempre stampare da internet delle immagini adatte, magari le splendide illustrazioni originali di John Tenniel.
Dove mettere il segnaposto? Potete legarlo al manico della tazzina con un nastro coordinato come ho fatto per la Regina, oppure nasconderlo nel risvolto del tovagliolo a forma di cuore come per Alice. Quanto ai tovaglioli, ho preferito optare per i colori primaverili (rosa, celeste, verde chiaro, lilla...) e riservare i colori più accesi ai segnaposto personalizzati. Cliccando qui potete seguire il video-tutorial di una certa Mrs.Gill, che, allegra e sorridente, vi mostrerà come piegare i tovaglioli a forma di cuore. E' facile come bere una tazza di tè!
Naturalmente potete realizzare figure più ambiziose, come il Bianconiglio, la rosa, il Big Ben e le infinite altre varianti disponibili su Youtube, ma in tal caso i tovaglioli di stoffa sono sicuramente i più indicati.


Ora ritorniamo in cucina e occupiamoci del piatto forte! Mezzo mondo è ossessionato da cupcakes e macarons, ma io ho preferito dare spazio a un altro dolcetto che, dopo molti anni di popolarità, è oggi ingiustamente trascurato: il muffin. Essendo intollerante al lattosio, ho seguito la ricetta vegana del blog di CambioCuoco (blog consigliatissimo, vista la grande attenzione rivolta alla cucina light e lacto-vegetariana). Se però siete degli inguaribili succhia-mucche, ecco qui la ricetta straripante di lattosio di Giallo Zafferano. Qui, invece, trovate le istruzioni per la ghiaccia reale, perfetta per decorare muffin, biscotti e cupcakes! Se siete nati per maneggiare il sac à poche, un bel "Eat me" glassato è l'ideale per rendere davvero carrolliano il vostro tea party (come avrete notato, me n'è venuto "bene" solo uno... ma con la ghiaccia reale potete farci di tutto, anche dei simpatici pois effetto funghetto allucinogeno del Brucaliffo, in più la farina di cocco, lo zucchero a velo, le gocce di cioccolato bianco e le codette colorate fanno pur sempre la loro porca figura!)


Se questi suggerimenti vi sono piaciuti, non perdete il post di domani, con tante altre pazze idee per la decorazione della tavola, l'abbigliamento e in più una grossa, grassa sorpresa!
(So cosa state pensando, e la risposta è sì: sono matto come un cappellaio!)

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